Dati vendite 2014

Vendite in picchiata per la Spark
Il quinto anno di commercializzazione in Italia della Spark, e annunciato come penultimo, inizia in salita e prosegue peggio: dal mese di marzo la Spark è fuori dalla top ten mensile del segmento A; dal mese di ottobre è fuori anche dalla top ten annuale. I concessionari stanno velocemente svuotando i saloni e molti passeranno ad altri marchi, ben prima della fine del 2015.

Diversamente da quanto annunciato, fatta eccezione per i modelli Camaro e Corvette, già dal 1° gennaio 2015 il marchio Chevrolet, e con esso la Spark, spariscono dal mercato italiano.

Questi i dati diffusi dall’UNRAE relativi alle vendite di auto del segmento A “CityCar” nel 2014: su un totale di 251.708, le Spark vendute sono state 2.972, pari ad una quota di mercato nel suo segmento del 1,18%.

Questo il dettaglio mese per mese:

  • gennaio 837 (4,0%)
  • febbraio 820 (3,4%)
  • marzo 352 (1,4%)
  • aprile 249 (1,1%)
  • maggio 270 (1,1%)
  • giugno 135 (0,57%)
  • luglio 95 (0,46%)
  • agosto 32 (0,36%)
  • settembre 63 (0,30%)
  • ottobre 48 (0,21%)
  • novembre 39 (0,20%)
  • dicembre 32 (0,19%)

Si ringrazia il Centro Studi e Statistiche UNRAE per aver fornito i dati non presenti nei comunicati stampa.

Chevrolet addio – Resta solo l’assistenza

Il conto alla rovescia scadrà a fine 2015. Da quella data la Chevrolet, con il suo marchio, abbandonerà definitivamente l’Europa (con la sola esclusione del grande mercato russo e dei suoi più vicini satelliti).
Ma, di fatto, la saracinesca si è abbassata per l’ultima volta nello scorso giugno.
La quasi totalità delle concessionarie italiane ha raggiunto (volente o nolente) un accordo di transazione con la Casa americana del gruppo General Motors.
Tutti hanno cercato di salvare il salvabile: di fronte alla prospettiva di vedersi cancellato ogni mandato, i dealer hanno accettato un indennizzo economico e la possibilità di continuare formalmente l’assistenza post vendita come “ufficialmente autorizzati”.
In linea di massima, la buonuscita ricevuta è stata calcolata in percentuale sul volume di vendita degli ultimi due anni, oltre a eventuali altre spese a suo tempo sostenute su richiesta della Casa o a fronte d’investimenti immobiliari. Un salasso?
Sì, ma soltanto fino a un certo punto.
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GM sacrifica Chevrolet per dare ossigeno a Opel

Con un comunicato stampa che è un capolavoro di equilibrismo, il colosso americano General Motors annuncia che dal 2016 Opel diventerà il suo marchio principale in Europa; e che Chevrolet si concentrerà su prodotti “iconici”, come la Corvette. Parafrasando, GM ha deciso che “spegnerà” la Chevrolet per rafforzare la Opel perché, di fatto, oggi i due marchi si pestano i piedi a vicenda.

Certo, ci vuole coraggio ad abbandonare un brand che nei primi dieci mesi dell’anno ha venduto comunque 126mila macchine, vale a dire più o meno come la Mini. O come l’Alfa Romeo e la Lancia insieme. Ma ormai la convivenza stava diventando molto faticosa da gestire, soprattutto perché le operazioni europee di GM sono in rosso da anni. Al Salone di Francoforte di fine settembre il presidente della Opel, Karl-Thomas Neumann, aveva anticipato che era necessario un riposizionamento. “Ci sono esempi come la Opel Ampera e la Chevrolet Volt, due macchine simili con prezzi differenti in mercati differenti, e nessuno sa neanche come e perché. Nel passato abbiamo lasciato che i due marchi facessero tutto quello che era necessario per competere nel mercato, ma ora dobbiamo spendere ancora più energie per differenziarci”. La via scelta è la più drastica: addio alla compatta Cruze, alle Suv Trax e Captiva, ma anche alla piccola Spark e alla monovolume Orlando.

“Questa decisione rafforzerà il brand Opel e ridurrà la complessità associata all’avere due marchi in Europa e in Europa dell’Est”, recita il comunicato, anche perché “due marchi” significa anche due strutture organizzative e due reti di vendita. I clienti Chevrolet, comunque, dovrebbero stare tranquilli: la Casa assicura che continuerà a provvedere alla garanzia, al servizio e ai ricambi. Anzi, di più: gli afecionados del marchio sacrificato e i consumatori più attenti potranno approfittare delle promozioni sui prodotti uscenti, che GM ha già messo in conto assieme alle spese per ristrutturare la rete di vendita.

Nel piano di ristrutturazione è incluso anche il rilancio europeo del terzo e più lussuoso marchio GM, la Cadillac, che per ora ha dato ben poche soddisfazioni: 318 auto vendute in tutto il Continente in dieci mesi. La Lamborghini, per intenderci, ha fatto meglio.

il Fatto Quotidiano, 9 dicembre 2013

Chevrolet cessa le attività in Europa entro la fine del 2015!

Questo il comunicato ufficiale alla clientela con cui Chevrolet Europa annuncia l’addio all’Europa.

Come potrebbe aver sentito, Chevrolet ha deciso di cessare la vendita di auto nuove Chevrolet in Europa* occidentale ed orientale entro la fine del 2015.

È importante per noi informarLa, quale nostro stimato cliente, per rassicurarLa sul fatto che Chevrolet si impegna ad assistere Lei e la Sua auto anche in futuro. Continueremo a fornire i servizi di assistenza e post-vendita ed a rendere disponibili le parti di ricambio originali Chevrolet, così come avviene attualmente. Gli interventi in garanzia, così come previsti nella “Guida al servizio di assistenza e garanzia Chevrolet” consegnata insieme alla vettura, verranno rispettati integralmente e rimarranno immutati.

Stiamo lavorando con i nostri concessionari e riparatori autorizzati per continuare ad essere presenti con una rete adeguata di punti di assistenza, anche successivamente alla cessazione della commercializzazione di auto nuove Chevrolet.

Invitiamo tutti i clienti Chevrolet e tutti gli interessati all’acquisto di una nuova Chevrolet a rivolgersi al proprio concessionario o riparatore Chevrolet o a contattare il nostro Centro Clienti al numero 02 75 41 98 46 per maggiori informazioni.

Di seguito troverete informazioni più dettagliate sulle domande che potreste avere.

* Mercati in cui la commercializzazione di auto nuove Chevrolet continuerà:
Russia, Israele, Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Moldavia

Il futuro della Spark e della Spark EV è ora un’incognita.