Un articolo dal passato: l’arrivo della Daewoo d’ARts


Dopo il lancio dell’ammiraglia Leganza, la casa sudcoreana accetta la sfida delle utilitarie

D’Arts, tre cilindri per la baby Daewoo

Anche Daewoo si getta a capofitto nella grande illusione della piccola automobile capace di risolvere i problemi del traffico nelle grandi città. Invece non è così. Per risolvere il problema del rumore e dell’inquinamento gli amministratori delle aree metropolitane, intasate da migliaia e migliaia di veicoli, stanno ipotizzando di allontanare gli automezzi da alcune zone. Di sicuro una vettura di dimensioni compatte ma di alta capacità di carico per quanto riguarda passeggeri e bagaglio ha vita facile nel corto raggio e in tutti quei Paesi dove la distribuzione della ricchezza è ancora divisa in tantissimi consumatori appena al di sopra della soglia della povertà e pochi, pochissimi ricchi. Per questi Paesi le auto dal basso prezzo di acquisto, con un costo di esercizio limitato, affidabili e sicure sono una manna. La Daewoo, particolarmente vivace in questo 1998, anno in cui ha lanciato tre nuove linee di modelli come la berlina di lusso Leganza, la media Nubira e la piccola Lanos, a Ginevra porta avanti il suo programma e presenta la versione definitiva del prototipo di utilitaria prima chiamato Matiz e poi D’Arts. Le dimensioni sono compatte, il motore un tre cilindri di 800 cc in grado di erogare 52 cavalli, mentre il lancio dovrebbe essere previsto per il 1998.

D’altronde la conquista di nuovi mercati è la vocazione naturale di un’azienda come Daewoo, fondata da Kim Woo – Choong nel 1967 come società per l’esportazione di abiti e prodotti tessili, nel giro di trent’anni divenuta una delle maggiori e più dinamiche holding al mondo. Da un volume d’affari di 680 mila dollari nel 1967 è passata a un fatturato di 68,1 miliardi di dollari nel 1996. Durante gli anni Settanta, la Daewoo ha ampliato la propria sfera di interessi all’industria pesante e chimica, espandendo l’attività anche alla produzione di macchinari industriali e alle costruzioni edili. Ha inoltre contribuito sensibilmente ad aprire la strada alle relazioni commerciali con i mercati esteri. Nei primi anni 80 la Daewoo si è inserita nella rete di media e alta tecnologia come la produzione di autoveicoli, la costruzione di navi, l’elettronica di consumo e le telecomunicazioni. Per farlo ha sempre scelto partner in grado di trasferirle un know how di prestigio. Per esempio nel campo automobilistico ha stretto legami con Giugiaro, con Lotus, soprattutto con General Motors – Opel, dapprima producendo in Estremo Oriente una versione riveduta della Kadett ed esportandola anche in Europa; poi sfruttando il gruppo americano come fornitore di componentistica: e infine avviando una trattativa per farlo entrare nel pacchetto azionario.

Artemi Paolo
(7 marzo 1998)

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